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i libri stimolano la mente:

cosa ci ha insegnato Harry Potter?

I libri hanno sempre occupato una parte importante della mia vita e hanno influito su di essa in modo positivo.

Mi piace ritagliarmi del tempo per perdermi tra le pagine di storie avvincenti e mondi immaginari.

Ogni libro è un po’ come aprire l’armadio di Narnia: un portale verso mondi incantati, nuove avventure e nuove conoscenze, dove i personaggi diventano nostri amici e le loro esperienze insegnamenti preziosi.

I libri ci insegnano a sognare, a metterci nei panni degli altri e a osservare il mondo da angolazioni diverse. Alimentando la curiosità, stimolano e accendono l’immaginazione spingendoci a esplorare e a voler conoscere sempre di più.

La lettura: dalla filosofia ad oggi

Già filosofi come Platone e Aristotele credevano che i testi scritti avessero la capacità di nutrire sia la mente che l’anima, offrendo non solo conoscenza ma anche una forma di piacere intellettuale.

Nel corso dei secoli questa convinzione si è radicata e oggi la lettura è vista non solo come una fonte di distrazione e svago ma anche come un efficace strumento educativo e terapeutico, in grado di apportare numerosi benefici.

Quali sono i benefici di leggere?

  • stimola la mente migliorando la memoria e l’attenzione;
  • è un allenamento per il cervello che si mantiene così attivo e in salute;
  • amplia il vocabolario e migliora le capacità di comunicazione;
  • ci insegna l’empatia perché, attraverso i racconti, ci immedesimiamo nei personaggi comprendendo meglio le emozioni che provano in determinate circostanze e situazioni. Questo c permette di relazionarci meglio con gli altri nella vita reale;
  • sviluppa l’insight: consente cioè di giungere a una nuova consapevolezza e di scoprire soluzioni più produttive e risolutive.
  • ci permette di evadere dalla routine quotidiana: ci trasporta in mondi diversi attraverso la scoperta di nuove idee e culture arricchendo, in questo modo, la nostra comprensione del mondo
  • promuove l’identificazione stimolando il cambiamento di pensieri, comportamenti ed emozioni: attraverso meccanismi di proiezione si stimola capacità di trarre una morale e insegnamenti dal racconto.

Ed ecco come entra in gioco Harry Potter

Proprio nei magici insegnamenti presenti nei libri di Harry Potter, ho trovato la mia musa ispiratrice per parlarvi di alcune tecniche che vengono utilizzate nella pratica psicologica per  gestire le emozioni e affrontare le paure…come dei veri maghi!

Vediamo alcune di queste “formule magiche” e non solo…

Riddikulus: In una delle sue lezionii l professore Lupin introduce il molliccio, una creatura capace di assumere la forma della più grande paura di chi gli sta di fronte.

Terrore delle blatte? Il molliccio assumerà la forma di una blatta.

Paura dei ragni? Il molliccio assumerà la forma di un ragno.

Temete un professore? Il molliccio si trasformerà in lui.

La tecnica del Riddikulus insegnata dal professor Lupin a Harry e compagni, fornisce un prezioso insegnamento: quando una situazione, una persona o qualunque altra cosa ci spaventa, aiuterà a gestire la paura renderla buffa, divertente e ridicola ai nostri occhi.

Esattamente come fa Neville Paciock che, terrorizzato dal professor Piton, lo immagina vestito da donna e con il cappellino della nonna.

Rendendolo buffo, lo percepisce più tollerabile e facile da affrontare.

Cosa ci insegna questo?

Ridimensionare e “giocare” con le nostre paure ci aiuta a renderle meno minacciose e spaventose.

Chiamare le cose con il loro nome:

“Tu sai chi”

“Colui che non deve essere nominato”

“Signore Oscuro”

Viene chiamato in tanti modi ma tutti evitano di pronunciare il nome di colui che temono di più: Voldemort.

Questo atteggiamento contribuisce ad alimentarne la paura e il terrore.

Silente è l’unico che ne pronuncia il nome mostrando così a Harry che è possibile nominare e affrontare il terribile nemico.

Voldemort, in questo modo, perde l’aura di mistero e il fascino mitologico che lo circondava, trasformandosi in un uomo con la sua storia, le sue debolezze e vulnerabilità.

Diventa così un nemico che può essere non solo affrontato ma anche sconfitto.

In questo caso l’insegnamento è che è fondamentale chiamare sempre le cose con il loro nome e nominare l’innominabile, che si tratti di pensieri o di emozioni disturbanti. Questo ci consente di elaborare ciò che ci ostacola e ci blocca, permettendoci di ripartire.

 

Expecto Patronum: questo incantesimo consiste nell’evocare una creatura chiamata Patronus che è in grado di proteggere i maghi dagli attacchi dei Dissennatori.

I dissennatori rappresentano le nostre paure più profonde perché sono esseri che risucchiano la felicità altrui.

Le loro vittime provano una sensazione di grande tristezza, angoscia e diventano fisicamente deboli, svuotati di ogni energia vitale.

Il Patronus riflette l’anima  e viene evocato concentrandosi su un pensiero molto felice: solo in questo modo apparirà e difenderà chi lo richiama dai pericoli.

Questo incantesimo simboleggia la capacità di trovare la forza di reagire nonostante la paura.

Ci mostra che possiamo fare affidamento sui nostri ricordi, utilizzandoli come una risorsa da visualizzare e da cui trarre forza e coraggio nei momenti di difficoltà.

Ed ecco un ultimo insegnamento

La forza di chiedere aiuto

in tutta la saga c’è un messaggio costante: l’importanza di non affrontare le sfide e i momenti difficili da soli ma permettendo sempre a qualcuno di supportarci e aiutarci.

Condividere i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni aiuta ad alleggerire il peso del nostro carico emotivo e il fardello che spesso ci portiamo dentro.

Amici, familiari o professionisti possono offrire diverse chiavi di lettura e soluzioni che da soli potremmo non vedere.

Inoltre, il semplice atto di parlare e di sentirsi ascoltati è di per sé terapeutico.

Ricordate:

Saper chiedere aiuto, contrariamente a quanto si crede, non è un segno di debolezza, bensì un atto di coraggio e forza!

 

Pensi di avere bisogno di aiuto per gestire una persona tossica?

Contattami per parlarne insieme